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Alfa Romeo 149: ipotesi di stile
Nuove ipotesi di stile per l’Alfa Romeo 149

Esaurito il countdown per la Mi.To, che ci ha tenuto occupati per mesi, siamo ora nel bel mezzo delle ipotesi per la sua sorella maggiore, quella 149 che da tempo è sulla bocca di tutti e di cui ancora non sono ben chiari i tratti stilistici.
Questo render ci mostra un nuovo filone di interpretazione, con evidenti citazioni della piccola appena presentata ed una linea di cintura molto alta che domina la fiancata insieme ai parafanghi molto pronunciati. Quel che è certo è che la 149 sarà una spanna sopra la 147 quanto a dimensioni e posizionamento di mercato, visto che la gamma “bassa” è stata in parte assorbita dalla stessa Mi.to. Ci si attende quindi un livello di prezzo e di motorizzazioni più simile alla Lancia Delta, compresi i nuovi motori bi-turbo diesel 190Cv. Sempre che l’alleanza con Bmw non porti altre succose novità.
Programma Autonomy: per essere vicini ai diveramente abili
Alfa-Romeo MiTo, cuore sportivo. E generoso
La nuova Alfa-Romeo MiTo rappresenta l’inizio di una nuova era per la casa italiana anche sotto il profilo dei servizi per il cliente: la casa del biscione e il gruppo Fiat nella sua interezza, hanno infatti predisposto la piccola sportiva secondo i criteri del “Programma Autonomy” che permette l’installazione di alcuni degli ausili alla guida indispensabili per i conducenti disabili. La MiTo può infatti essere allestita con acceleratore a semicerchio posto sopra il volante, con una leva del freno a braccio lungo completa di blocco freno e clacson, o ancora con la cosiddetta servo-frizione elettrica, che racchiude le caratteristiche di un cambio automatico e che consente di cambiare marcia grazie ad un pulsante posto sulla leva del cambio.



Tutti dispositivi messi a punto in collaborazione con la Handytech (ma il gruppo Fiat si avvale di svariate società per l’allestimento speciale dei veicoli) così da andare incontro alle esigenze dei portatori di handicap. Il Programma Autonomy fu lanciato dal gruppo torinese nel 1995 per realizzare servizi e mezzi di trasporto, individuali e collettivi, destinati a chi ha ridotte capacità motorie. Con la MiTo, per la prima volta nella storia dei modelli del gruppo torinese, questi ausili alla guida sono disponibili fin dal lancio commerciale della vettura.





Se già questo basta a fare un grande applauso ad Alfa, le novità non finiscono qui; c’è un altro vantaggio nell’Alfa Mi.To allestita secondo il Programma Autonomy: la possibilità di disistallare facilmente i dispositivi speciali stessi, così da poter eventualmente rivendere l’auto sia attrezzata, sia come vettura normale. Nel 2007, in Italia, il gruppo Fiat ha venduto più di 11 mila vetture allestite in base al Programma Automomy, che, giustamente, goda di ampie agevolazioni finanziarie e fiscali garantite dallo Stato.


Fiat ha addirittura messo in piedi una rete di 18 Centri di Mobilità sul territorio nazionale per aiutare i clienti che aderiscono a questo programma nell’iter burocratico, legale e tecnico necessario per acquistare queste vetture speciali. Aiutando persino le persone a conseguire la patente speciale necessaria: merito di tecnologie e strumenti sofisticati come il simulatore di guida, e dei tanti fisioterapisti, istruttori di guida e tecnici che operano in questi centri Fiat a titolo completamente gratuito. Sono indubbiamente queste le cose che ci fanno ancora sentire orgogliosi del gruppo automobilistico italiano.




